Gabriele e la sua battaglia

Vi racconto chi è Gabriele.

Gabriele è un ragazzo di 20 anni con una grande passione per la pallavolo che gioca con la nostra società da qualche anno con ottime qualità e con tanti sogni da realizzare come tanti ragazzi della sua età.

Il 2  luglio 2017 però gli è stata diagnosticata una terribile malattia che si chiama leucemia linfoblastica. Da quel giorno la sua vita è cambiata radicalmente. Ha cominciato un pe

rcorso molto lungo e faticoso pieno di sofferenza fisica ma anche mentale. Cicli di chemioterapia e ricoveri che ha affrontato con grande forza facendo sembrare tutto come se fosse normale.

Ma in realtà non c è niente di normale e giusto in tutto questo.

Fino ad arrivare il 16 novembre al fatidico giorno tanto atteso della sua rinascita, il trapianto di midollo osseo.

A questo punto è doveroso fare una parentesi.

Il midollo osseo è un tessuto liquido costituito da “Cellule staminali emopoietiche” (CSE) capaci di produrre le cellule del sangue: globuli rossi, globuli bianchi e piastrine. Questo tessuto, situato all’Interno delle ossa piatte, si rinnova continuamente. Il trapianto permette di contrastare le più aggressive malattie del sangue, come: le varie forme di leucemie, i linfomi, le talassemie, le immunodeficienze, i disordini congeniti e, più recentemente, alcuni tumori solidi.

Per Gabriele il trapianto e il post trapianto sono stati altri due grandi ostacoli da superare.

Il ricovero si è prolungato per oltre 4 mesi nei quali ci sono stati momenti davvero preoccupanti. Finito questo periodo, per lui devastante,non finisce qui perché ancora oggi continua con lunghi ed estenuanti day hospital e terapie per contrastare gli effetti collaterali del trapianto.

Ma tutto questo non lo ha mai fatto distrarre da quello che è l’obiettivo finale cioè ritornare alla sua vita di prima.

Vi racconto questo per sottolineare che, nonostante tutte le rinunce che la malattia gli ha imposto, la forza e la tenacia continua lo hanno caratterizzato fino ad oggi. Lui non ha mai mollato e continua nella sua battaglia senza mai abbassare la testa anche quando è davvero molto stanco. Nel frattempo, non potendo giocare , si è ritagliato comunque un ruolo nella prima squadra come scoutman e in  questi mesi è riuscito anche a diventare arbitro federale con buoni risultati.

Gabriele sta vincendo la sua partita contro la malattia, non ha perso il sorriso e questa battaglia ogni giorno lo rende più forte di prima.

Forza Gabriele!